Pandoro con Farina di Tipo I

Pandoro con Farina di Tipo I

Ingredienti e Procedimento

il lievitino

170 gr di lievito madre a temperatura ambiente
60 gr di acqua tiepida
120 gr di farina Manitoba di tipo 0 Pivetti
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 tuorlo a temperatura ambiente

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida.
Aggiungere gli altri ingredienti e cominciare ad impastare finché il composto diventa liscio e ben amalgamato.
Coprire e lasciar lievitare in forno spento ma con la lucina accesa per 3-4 ore, o finché il volume iniziale non sia raddoppiato.

primo impasto

150 gr di farina Manitoba di tipo 0 Pivetti
80 gr di lievito madre a temperatura ambiente
25 gr di zucchero
50 gr di burro
20 gr di acqua tiepida
1 uovo a temperatura ambiente
(+ il lievitino)

Sciogliere la pasta madre nell’acqua.
Aggiungere il lievitino, e cominciare a impastare.
A questo punto aggiungere manmano lo zucchero, la farina, le uova, e infine, quando il composto comincia a diventare omogeneo, il burro.
Impastare bene e a lungo (può essere d’aiuto una planetaria o un’impastatrice).
Coprire la ciotola e rimettere il tutto a lievitare per circa 3 ore, o fino al raddoppio.

secondo impasto

200 gr di farina di grano tenero Biologica Milleusi tipo I Pivetti
100 gr di zucchero
2 uova
1 presa di sale

Aggiungere al primo impasto la farina, il sale, lo zucchero e le uova e gli altri ingredienti e impastare il tutto per una decina di minuti o oltre.
Se l’impasto dovesse risultare così colloso da non staccarsi dalle mani, aggiungere pochissima farina (cercare comunque di tenere l’impasto il più umido possibile).
Adagiare la palla di pasta ottenuta in una ciotola unta di burro.
Coprire e lasciar lievitare per circa 4 o 5 ore, fino al raddoppio della pasta, poi passare l’impasto in frigorifero, per 40-45 minuti.

La sfogliatura

100 gr di burro, per sfogliare
30 gr di burro per lo stampo

Riprendere l’impasto dal frigo e stenderlo al mattarello in un quadrato di 1 cm di spessore circa (e 30 cm x 30 cm circa).
Sistemare al centro 120 gr di burro a fiocchetti; poi ripiegare gli angoli del quadrato verso il centro, in modo da chiudere il burro “a busta da lettere”, formando un secondo rettangolo (come una busta da lettere, appunto) più piccolo.
Sigillare bene le pieghe, poi stendere con il mattarello in modo da formare un rettangolo circa 60 x 40 cm.
Ripiegare il rettangolo in 3, « a portafoglio »: ripiegare un terzo sul centro e l’altro terzo sui due di prima).
Avvolgere di pellicola e mettere in frigo per 20 minuti. Ripetere due volte quest’operazione.

Fondere il burro a bagnomaria e con l’aiuto di un pennello ungervi bene e completamente l’interno dello stampo.

Prendere il pacchetto di pasta sfogliata dal frigo e appiattirlo leggermente con il mattarello, poi prendere i 4 angoli richiudendoli, ovvero unendoli a formare un fagottino, sistemandolo con la chiusura verso il basso, ovvero verso l’interno dello stampo, e lasciar lievitare fino a quando l’impasto inizierà a uscire dallo stampo (impiegherà tra le 8 e le 10-12 ore se a temperatura ambiente).

Cuocere il pandoro per 15 minuti a 170° poi abbassare la temperatura a 160° e cuocere per 20 minuti, infine altri 5-10 minuti a 150°.

Fare la prova stecchino con uno spiedino in legno: deve uscire asciutto.
Sfornare, capovolgere e sformare dopo circa 5 minuti.

 

Pandoro fatto in casa con farina di tipo 1 Pivetti

Pandoro fatto in casa con farina di tipo 1 Pivetti

Pandoro fatto in casa con farina di tipo 1 PivettiPandoro fatto in casa con farina di tipo 1 Pivetti Pandoro fatto in casa con farina di tipo 1 Pivetti Pandoro fatto in casa con farina di tipo 1 Pivetti Pandoro fatto in casa con farina di tipo 1 Pivetti Pandoro fatto in casa con farina di tipo 1 Pivetti Pandoro fatto in casa con farina di tipo 1 Pivetti Pandoro fatto in casa con farina di tipo 1 Pivetti Pandoro fatto in casa con farina di tipo 1 Pivetti

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Rossella è per metà marchigiana e per metà lucana. Vive a Roma, ma è spesso in giro con la valigia (e con la macchina fotografica!) in mano. È architetto, fotografa, autrice, cuoca, ed ha una particolare vocazione per il paesaggio e l'ambiente. Ama esplorare i legami tra i cibi e la loro terra d’origine, e preparare cibi che le ricordano la sua infanzia e le molte donne della famiglia che hanno contribuito al suo amore per la cucina. Ha un grande rispetto per per gli ingredienti naturali e crede fermamente nel ruolo che hanno la cucina e le persone nella sostenibilità ambientale. Ha una passione (non troppo segreta) per la pasticceria e per la panificazione. Ama scrivere (oltre che leggere!), ma soprattutto, e fin da piccola, ama parlare! Condivide le sue avventure gastronomiche e non, nel suo blog: Vaniglia, storie di cucina.

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